Yucatan

io sono consapevole di essere stata generata da Questa Terra con semplicità con volontà

17 June 2008

La necessitá del contrapporsi

Un regime totalitario è fonte di infinite tristezze.
Quella di vedere l'opera di lento pervertimento che riesce a compiere anche sugli uomini che più stimavamo.
Povera cosa è la nostra ragione, che cede sempre alla spinta del sentimento, sempre disposta a trovare buoni argomenti per giustificare la conclusione a cui si desidera arrivare, cui spinge l'istinto, quella grande molla che è l'istinto alla felicità.
(...) Nei regimi totalitari la gran massa del popolo è contenta; crede a tutto ciò che giornali, libri, radio, cinema le raccontano, si sente liberata dalla fatica del pensare, del discutere, dello scegliere tra più opinioni.
Il fascismo poi realizza l'ideale del poter compiere tutto ciò che secondo le tavole della legge sarebbe peccato, senza peccare;
insuperbire, ammirarsi, disprezzare gli stranieri, esaltare la ricchezza, lo spirito di conquista, disconoscere ogni diritto agli altri, (...) ritenere doverosa la vendetta, vilipendere la pietà per
gli oppressi, e sentirsi tuttavia a posto con la coscienza.

Come i più potrebbero non amare questo regime?

E quando la massa consente, la resistenza subisce un altro colpo.
(...) Nell'insieme l'esperienza del fascismo è stata tra le più deprimenti: quelle che fanno sentire quale povera cosa siamo tutti noi, quanto pochi siano i coraggiosi, quanto il coraggio civile sia
più raro e ben più arduo dell'eroismo sui campi di battaglia.
Una esperienza atta a far perdere la fiducia nell'uomo.

Ed a voler porre una regola: che cosa si può fare quando si ritiene che il governo del nostro paese non soltanto conduca una politica nefasta agli interessi di questo, ma si sia posto in contrasto con regole morali indefettibili, sia un governo di corruzione nocivo non all'Italia soltanto, ma all'andamento generale del mondo?
(...) Chi scelse la via buona furono quelli che, consci anche di ciò che significava il loro atteggiamento, nel Paese, fuori d'Italia, tra gli esuli, rinunciarono alla cattedra e testimoniarono.

Un amico, nei giorni scorsi di tristi e sconfortanti atti di xenofobia in Italia, mi ha segnalato l'attualitá di questo testo di Jemolo.
Se togliessimo "fascismo" e mettessimo "attuale democrazia" potremmo avere un quadro molto chiaro di dove stiamo andando.
La ricerca del consenso dell'opinione pubblica sul "pericolo sociale", il rafforzamento dei corpi militari, la tolleranza verso i "reati minori" sottesa alla discussione sulle intercettazioni, i tagli in atto alla cultura....
studio la storia dell'America Latina nel Novecento e mi sembra di star vedendo un film di cui giá conosco il finale!

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