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A un certo punto me lo sono visto fare.
Come se un tizio con la mia faccia fosse entrato in agenzia e mi avesse preso un biglietto per il sudamerica. Poi mi sono messo a pensare.
Nella storia che ho immaginato cammino fino a cancellarmi le scarpe, i minuti si consumano lasciandomi senza la cognizione del tempo e i luoghi mi attraversano sganciandomi passo dopo passo dal concetto di spazio.
Nella storia che ho immaginato io mantenego il sentiero del mio canto, e ci sono caffè da solo in tenda e mate in compagina, balene ed altopiani, vento e deserto, cittá che provano a mangiarmi e paesini piccoli aperti sul grido dell′oceano. Ci sono facce di tutte le età che mi accompagnano. E a un certo punto durante questa storia io so di essere perso verso sud.
Quella che racconto, invece, è la storia del tipo che mi ha preso il biglietto.
Leggo della sua determinazione e di quella di tanti amici che adoro e sono contenta di essere parte di tutte queste vite!
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