Yucatan

io sono consapevole di essere stata generata da Questa Terra con semplicità con volontà

03 June 2007

Nelle vostre famiglie

Sabato sono andata ad una prima comunione. Non ricordo nemmeno da quanti e quanti anni non mi capitava questa cosa. Credo che l'ultima volta sia stata almeno dodici anni fa, con gli ultimi nipoti "comunicati".
Più canti, più coreografie, ma strutturalmente tutto identico.
Avevo solo rimosso una breve frase che il prete dice verso la fine e che, staccandosi dal fondo melmoso del rimosso, è salita insospettabilmente a galla con tutta la sua zavorra di amarezza e dispiacere.
Verso la fine, dopo aver distribuito le comunioni, il prete - sorridente, quasi commosso - ha iniziato i congedi, responsabilizzando i bambini ad essere persone nuove, rinate dentro..... ed a portare la pace e l'amore nelle loro famiglie.
Ecco la frase: portare in famiglia la pace e l'amore, perchè ora non si è più solo un bambino, ma si è diventati una parte della Chiesa, tutt'uno con Gesù....
Ed io a questa cose credevo; le sentivo come una missione alla quale dovevo rispondere con impegno e con efficacia. Ed invece in casa si litigava, anche di domenica, anche tornati dalla celebrazione, senza mai arrivare a niente, urlando, rinfacciandosi le cose più assurde ed impensabili.
Ed io, non più solo figlia, vivevo quei momenti come una sconfitta del mio essere cristiana e comunicata. Non stavo assolvendo il compito che mi ero presa mangiando quell'ostia.

Perchè nessuno riflette mai su questa dolorosa spoporzione? perchè non sopprimono dalla pagliacciata una frase senza senso per chi non ci crede abbastanza, pesante come un fardello per chi la prende sul serio? dovrebbe significare solo: non fate i capricci, mangiate quello che trovate nel piatto, non litigate con il fratellino? beh, allora ditelo in modo comprensibile e senza un carico da novanta che prelude alla sconfitta sicura. Un registro verbale: o l'allegoria o la storicitá e non una continua mescolanza a seconda della discrezionalità e della convenienza.

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14 Comments:

  • At 4:57 AM, Blogger zefirina said…

    pensa io invece pur essendo stata educata in scuole cattoliche, fatto gli scout..cattolici, frequentato per un breve periodo l'opus dei, non ho mai sentito come mio il compito di portare l'amore in famiglia.... pensavo solo a comportarmi bene io e basta, non ho mai creduto di dover intervenire nelle liti familiari, non erano fatti miei, ho tirato un sospiro di sollievo quando i miei si sono separati, per poi piangerci ancora su se ci ripenso, contradditoria come sempre.
    Certo è che i preti, certi preti cominciano ad innervosirmi, sono già due prediche che mi vanno di traverso

     
  • At 6:07 AM, Blogger Claudia said…

    zefi, il fatto è che - almeno alla mia comunione ed a questa di sabato della nipotina - il prete l'ha proprio detto: dovete portare la parola di Gesù, il messaggio d'amore e di pace, nella vostra famiglia.
    Forse già a 10 anni prendevo le cose con il mio solito vittimismo, però mi sentivo responsabilizzata da queste parole. Sarà stato anche perchè i miei genitori non si facevano molti problemi di litigare con noi figli davanti. Boh. Certo, oggi dico: era la loro relazione, il loro rapporto di coppia, che avrei potuto fare io?
    però allora la prendevo come una sconfitta. Affondavo la testa nel cuscino e piangevo, sperando che si separassero.
    E l'hanno fatto solo una decina d'anni dopo la mia comunione, ma anche quello a modo loro.
    Un'altra decina d'anni dopo ho capito anche che loro due si amavano, di un amore senza parole, senza gesti, senza sguardi eppure il loro amore. Ma era veramente difficile percepirlo dall'esterno.

     
  • At 7:27 AM, Blogger S said…

    Certo che il mese di Maggio/Giugno miete vittime:-)
    In questi giorni, tra Matrimoni, cresime, comunioni e compagnia bella, c'e' tutto un lamentarsi per il "dover" partecipare a queste "pagliacciate", si'...Con tuto il rispetto per chi, seppur inserito in un contesto ridicolo, invece lo fa col cuore...Incoscientemente alimenta questo business tradizionale...
    Da anni rifuggo certe cerimonie...Per chi mi vuole sono cosi':-)

    SI

     
  • At 9:58 AM, Blogger artemisia said…

    Io credo che il problema sorga quando la religione diventa pratica esteriore, quando non si parla coi figli e non si spiega loro cosa sta succedendo.

    (Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.)

     
  • At 10:21 AM, Blogger Antonio said…

    "Signore, fa di me
    uno strumento della Tua Pace:
    Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore,
    Dove è offesa, ch'io porti il Perdono,
    Dove è discordia, ch'io porti l'Unione,
    Dove è dubbio, ch'io porti la Fede,
    Dove è errore, ch'io porti la Verità,
    Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza,
    Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia,
    Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.
    Mestro, fa che io non cerchi tanto
    Ad esser consolato, quanto a consolare;
    Ad essere compreso, quanto a comprendere;
    Ad essere amato, quanto ad amare.
    Poiché, così è:
    Dando, che si riceve;
    Perdonando, che si è perdonati;
    Morendo, che si risuscita a Vita Eterna."
    Anche io da ragazzino ho sempre sofferto di questa sostanziale incongruenza tra quello che sentivo nelle prediche a messa e quelloc he mi ritrovavo per starda, o a casa, una volta usciti dalal funzione.... Funzione, questa terribile rima con "FINZIONE"... Poi, da grandicello, ho smesso di aspettarmi tutto dagli uomini, ma ho cominciato a sperare nel possibile, a cercare di contribuire nel mio piccolo... Claudia, ricorda poi che il comandamento "Onora il padre e la madre" non vuol dire "sii a tutti i costi un figlio remissivo", ma vuol dire "dai il giusto peso al padre e alla madre"... Credo poi che alla fede ci si debba avvicinare non solo con piglio pietistico, ma a volte è necessario dargli un valore quasi rivoluzionario...

     
  • At 3:03 AM, Blogger zefirina said…

    io penso che mia madre amasse molto mio padre, mio padre amasse molto...le donne...tutte, tu capisci che le due cose erano inconciliabili, tutti i problemi che ho avuto e che qualche volta ho ancora con l'universo maschile derivano da questa figura di padre che ancora non riesco a capire.....
    per la chiesa io comunque sono una reietta, ho fatto due figli fuori dal matrimonio, prendo la pillola da quando ho 16 anni, come puoi ben immaginare intrattengo rapporti non sempre platonici con l'altro sesso e al di fuori del sacro vincolo.....
    ma ho una mia religiosità

     
  • At 4:56 AM, Blogger Claudia said…

    @Si: in realtà forse è la soluzione migliore, ma già c'erano delle spaccature in famiglia, volevo almeno essere presente per la bimba!

    @Arte: è vero, il mea culpa è una crudeltà!! perchè ce lo fanno ripetere, battendoci il petto poi!

    @Antonio: dieci anni di scuola dalle suore hanno fatto danni, e molti! l'aspetto rivoluzionario l'ho scoperto solo quando ho avuto la luciditá di capire con analisi critica che la Cristianità non era quell'impasto di buonismo, in alcune suore bontà ma comunque negazione di tanta parte del femminile e dell'individuale che poi trasferivano nella dottrina.

    @Zefi: penso che il Fine Gesuita, aka Antonio, ci "indichi la strada" della religiosità, più profonda delle quattro regolette sui tempi e sui vincoli. Il nostro passato poi vive dentro di noi come un magma in fermento con il quale dobbiamo fare i conti un po' per volta. Grazie della "sintonia".

     
  • At 6:54 AM, Blogger rodocrosite said…

    La Chiesa vuole responsabilizzarti fin da bambino e se questo provoca dolore, tanto meglio, no? Secondo loro si DEVE soffrire.
    Mamma mia che schifo. Ma come si fa?

     
  • At 9:59 AM, Blogger Claudia said…

    Rodo, non pensavo di tirare fuori tanta indignazione. Però ti ringrazio per avermi detto che non prendevo solo io le cose in maniera pesante già a 10 anni. Era la chiesa che le voleva porre come pesanti, forse pensando che tanto i bambini - in quanto bambini - le avrebbero allegerite con il sorriso!

     
  • At 4:36 AM, Blogger lophelia said…

    La Chiesa le pone pesanti per schiacciarti, nel senso di tenerti giù sotto il peso, immobile e remissivo. Non mi sembra lasci spazio per interpretazioni rivoluzionarie della fede.
    Questa almeno è la mia percezione e quello che mi è rimasto dell'educazione cattolica.

    Grazie Claudia, bellissimo post che mette il dito nella piaga.

     
  • At 7:10 AM, Blogger Antonio said…

    E' vero, io dico sempre, metaforicamente, che sarei rimasto sui gradini di una chiesa a vedere gli altri, quelli "meritevoli", entrare e godere del fascino della divinità. Ho vissuto e vivo il mio senso di "non appartenenza", per forza di cose, alla comunità di fedeli che si auto-proclama "Chiesa Cattolica". Poi però, da quando mi sono convertito, ho visto più lucidamente che ciò che mi interessava non doveva essere la Chiesa in quanto tale, ma ciò che le stava a monte. Dio appunto. Ma era ancora troppo lontano, troppo in alto. Lui troppo in alto, la Chiesa troppo in basso. Ibrida, corrotta, a tratti infida. E infine, la scoperta che solo un incontro "personale", nel senso metafisico della parola, poteva sbloccare la situazione. Ora con la Chiesa Cattolica non viso affatto in pace, in questo periodo di rigurgiti reazionari figuriamoci poi!!! Però ho imparato a vedere distintamente la Chiesa e Dio. A vedere la Chiesa fondamentalmente come la depositaria, quasi inconsapevole, delle verità di fede e dei sacramenti. Una traditrice perpetua quasi di questi sacramenti, ma l'unica che ancora oggi ne propugna il ricordo e le celebrazioni. Tutto il resto è semplice umanità.

    P.S.: Sono sempre più convinto di essere cristiano perchè non ho ricevuto un'educazione cristiana. In questo periodo di scandali di preti pedofili, mi rendo conto che la Chiesa commette un'errore madornale nel rendere la religione anche una specie di pedagogia. Sfido anche io a trovarci del rivoluzionario in questo. So di non essere comprensibile quando parlo di rivoluzionarietà della fede, oggi soprattutto. Ma mi perdonerete, è come spiegare la bellezza di un volto a chi non l'ha ancora visto. Lo si deve vedere, è giusto che lo si veda.

     
  • At 9:22 AM, Blogger lophelia said…

    @Antonio: sì, capisco che tu veda qualcosa che non è immediato. Grazie per cercare di spiegarcelo, davvero.

     
  • At 11:43 AM, Blogger Claudia said…

    @ Anto e Lo: penso che sarebbe stato bello scoprire la religione, il sacro, il senso del divino da grande, non per "tradizione familiare" o senso comune. Ma più che dai miei genitori, un po' assenti su certi aspetti pedagogici, "sono stata inculcata" dalle insegnanti suore e da una zia zitella e un po' bigotta, dalla quale ho impiegato anni ad affrancarmi psicologicamente. Fortuna la compresenza di Roberta e delle altre due sorelle maggiori per non soccombere a tanti squilibri educativi. La zia lo faceva senza cattiveria, ma era Totalmente oscurantista! il senso del divino nella quotidianeità però lo vedo in tutta la sua verità in Messico, nei villaggi, nelle case della gente.

     
  • At 10:41 AM, Blogger artemisia said…

    La zia zitella inculcatrice!!!!
    Rodo, Claudia, avete qualcosa in comune!! E questo spiega molte reazioni...

    Antonio: smettila di parlare così che mi fai morire

    ;)

     

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