Yucatan

io sono consapevole di essere stata generata da Questa Terra con semplicità con volontà

16 May 2007

Pensieri sul martedì a Roma

Per un teatro clandestino

è tempo di mettersi in ascolto
è tempo di fare silenzio dentro di sè
è tempo di essere mobili e leggeri
di alleggerirsi per mettersi in cammino
è tempo di convivere con le macerie e
l'orrore per trovare un senso
tra non molto anche i mediocri lo diranno
Ma io parlo di strade più impervie
di impegni più rischiosi,
di atti meditati in solitudine.
L'unica morale possibile
è quella che puoi trovare
giorno per giorno
nel tuo luogo aperto-appartato.
Che senso ha se tu solo ti salvi.
Bisogna poter contemplare
ma anche essere in viaggio
Bisogna essere attenti e mobili
spergiudicati ed ispirati
Un nomadismo
una condizione
un'avventura
un processo di liberazione
una fatica
un dolore
per comunicare tra le macerie
bisogna trovare tutti i mezzi disponibili
per trovare la morale profonda
della propria ARTE.
Luoghi visibili
e luoghi invisibili
luoghi reali e luoghi immaginari
popoleranno il nostro cammino.
Ma la merce è merce e la sua legge sarà
sempre pronta a cancellare il lavoro di
chi ha trovato radici e guarda lontano.
Il passato e il futuro non esistono nell'eterno presente
del consumo.
Questo è uno degli orrori con il quale da tempo conviviamo
e al quale non abbiamo ancora dato una risposta adeguata.
Bisogna liberarsi dall'oppressione e riconciliarsi con il mistero
Due sono le strade da percorrere due sono le forze da far coesistere
La politica da sola è cieca
il mistero, che è muto, da solo diventa sordo
Un'arte clandestina
per mantenersi aperti , essere in viaggio ma lasciare tracce, edificare luoghi
unirsi a viaggiatori inquieti.
E se a qualcuno verrà in mente un giorno di fare la mappa
di questo itinerario, di ripercorrerne i luoghi
di esaminare le tracce, mi auguro che sarà solo
per trovare un nuovo Inizio
è tempo che l'arte trovi altre forme
per comunicare in un universo
in cui tutto è comunicazione
è tempo che esca dal tempo astratto del mercato
per ricostruire il tempo umano dell'espressione necessaria
Bisogna inventare.
Una stalla può diventare un tempio e restare magnificamente una stalla
Nè un Dio, nè un'idea potranno salvarci
ma solo una relazione vitale
Ci vuole un altro sguardo per dare senso a ciò
che barbaramente muore ogni giorno omologandosi
E come dice un maestro
"Tutto ricordare e tutto dimenticare".

di Antonio Neiwiller

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17 Comments:

  • At 10:01 AM, Blogger artemisia said…

    Io passo, non ho parole.
    Grazie.

    Un abbraccio.

     
  • At 1:54 PM, Anonymous Paolo said…

    Sono notoriamente lento e credo che mi prenderò un bel po di tempo per meditare su ogni singola sbalorditiva riga

    l'ennesimo Grazie

     
  • At 2:03 PM, Blogger luigi211 said…

    serata molto difficile e se è vero che niente viene a caso di sicuro neanche questa.
    proprio stasera torno sul tuo blog!
    proprio stasera faccio mio quanto trovato, richiederà tempo l'elaborazione e l'interazione con me ed i miei pensieri, ma sento bisogno e desiderio di "caricare" queste righe sul mio cuore.
    ti abbraccio forte

     
  • At 5:40 AM, Blogger Claudia said…

    un silenzioso abbraccio a tutti voi.

     
  • At 11:29 PM, Anonymous Henry said…

    solo grazie

     
  • At 4:38 AM, Blogger Antonio said…

    Ozpetek, Verdone, e tutto il filone dell'amarcord ci fanno un baffo...
    Vi amo tutti.

     
  • At 8:48 AM, Blogger PiB said…

    la sostanza del sogno diceva qualcuno.....il sogno della sostanza dico io

     
  • At 9:39 AM, Blogger Claudia said…

    non ci posso credere! il ritorno di Pib, di Antonio, di Henry.... che emozione!
    e proprio nel giorno del "carramba che sorpresa, la cugina di Antonio!"... ti racconto per mail.
    sogno è la parola che saltellava nella mia mente. Sostanza tra gli sgardi.

     
  • At 5:09 AM, Blogger SI-FA-SI said…

    Ciao Claudia, ti consoco per "blog traversi":-) Bellissimo post, e davvero molto difficile...
    Una delle tante utopie sui cui si basa la mia vita...Senza utopie c'e' la morte:-)

    SI

     
  • At 10:38 AM, Blogger artemisia said…

    Claudia, dammi un consiglio, che devo fare per avere un commento dell'Innominato??

    Dammi una dritta...non so, un post sul capocollo??

     
  • At 12:43 PM, Blogger Antonio said…

    Claudia!!!! Da quanto ho capito, mia cugina la rivedrai ancora, almeno fino alla discussione della sua tesi... MI RACCOMANDO!!! Dille il meno possibile di me, capisci a me!!!!
    Baci baci e buon week-end!!!!!

     
  • At 12:53 AM, Blogger artemisia said…

    Claudia, dì il meno possibile di Antonio, stendi un velo pietoso, anzi dì che in realtà non lo conosci neanche, così non sbagli!

    :D

     
  • At 4:20 AM, Blogger Antonio said…

    Ecco, brave... Claudia, la prossima volta che vedi mia cugina dille che la volta precedente eri invasata dal dio Ktelozicaticatyl, ultima divinità del pantheon maya, che in linguaggio autoctono vuol dire "Non conosco nessun Antonio, tantomeno se è tuo cugino".
    Baci!!!

     
  • At 8:35 AM, Blogger Claudia said…

    @Si: benvenuta/o sul mio blog. Ci siamo effettivamente incrociati molte volte in commenti ad altri blog. Utopia... non ha un bellisimo suono affascinante?

    @Arte: credo che l'Innominato stia tornando a far visita ai blog vari... c'è solo da aspettare.

    @Anto: anche se sono napoletana un po' di privacy la rispetto anch'io e le ho solo detto che... sei un tipo unico e irrinunciabile! ho detto anche della comune amicizia "norvegese", ma adesso hai due richiami per partecipare alla sua laurea.

     
  • At 9:58 AM, Blogger SI-FA-SI said…

    Considerati i tuoi studi e la tua domiciliazione, mi piacerebbe chiederti qualcosa di Carlos Castaneda e Don Juan:-)...

    SI

     
  • At 3:39 AM, Blogger Claudia said…

    castaneda.... che dire, per i messicanisti è sempre un po'... imbarazzante parlare di lui e del fenomeno castaneda.
    il lavoro che lui ha fatto rispetto alle culture della Sierra Madre è stato anche molto ampio, solo che poi l'immagine dello sciamano e dell'uso degli allucinogeni che hanno assorbito i giovani dell'epoca ha fatto moltissimi danni alle comunità descritte. è un po' lunga la cosa, sintetizzo dicendo che in pochi anni il Governo decise che, per accedere a quel cammino sacro, era necessario un visto speciale e che molti passarono una notte in cella per aver cercato di trasgredire a questo controllo. Il peyote smosse molti freakkettoni. Quanto Castaneda giocò sul clima europeo giovanile non saprei dirlo però.

     
  • At 11:49 AM, Blogger SI-FA-SI said…

    Questa si' che e' una bella sintesi..Mi rendo conto che l'argomento sia complesso e non sia possibile sintetizzarlo su due piedi..
    Si'...Il periodo era quello che era, nel senso che una certa ideologia e modo di vivere puo' aver influenzato lo studio "rigoroso"..Per questo c'e' ancora chi considera Castaneda un raccontaballe con tanta immaginazione e chi invece un tipo che ha intrapreso un cammino profondissimo..Chi lo cosidera un antropologo e chi un romanziere..Che confusione..
    Dico solo che se ci avesse marciato alla grande, e avesse tirato su un romanzo, beh..Di stoffa ne aveva parecchia..Quando leggo i libri di Castaneda, con quelle botte e risposte, e quelle elucubrazioni spesso ingenue, e' tutto troppo naturale per essere falso...Non saprei come dire...Indubbiamente ha fascino...Tant'e' che mi sono ordinata qualche libro in inglese per riuscire ad immedesimarmi meglio:-)

    SI

     

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