Yucatan

io sono consapevole di essere stata generata da Questa Terra con semplicità con volontà

26 April 2007

Legalizzazione

Ieri a Cittá del Messico è stata approvata la legge che consente di abortire legalmente fino alla dodicesima settimana di gestazione.
In piazza molte donne hanno manifestato ed hanno bruciato reggiseni per liberare le loro attese trepidanti. Fino ad ora in Messico era lecito abortire solo se il feto era frutto di violenza, le condizioni economiche non avrebbero permesso il sostentamento del figlio, la gravidanza metteva a rischio la vita della madre... ed una quarta condizione che non ricordo.
Quindi, data la netta forbice socio-economica, tutte le migliaia di donne messicane che ogni anno affidano la vita nelle mani di qualcuno che le faccia abortire illegalmente, in realtá avrebbero potuto abortire in ospedale, ma i termini di legge non sono quelli che poi ammettono la pratica nella quotidianeitá. Per non dire che molte interruzioni rimanevano - e rimarranno ovviamente - segrete e nascoste comunque.
Sintetizzare l'argomento non è semplice; sintetizzare le sensazioni provocate dalla notizia ieri ancora meno. Di sicuro la prima sensazione è stata di soddisfazione, perchè si accettava una situazione di fatto che veniva mascherata da religione e diritto alla vita. Il diritto invece non è quello di nascere voluti, desiderati, accolti?
inoltre è stata la soddisfazione di vedere un nuovo passo nel percorso di emancipazione - che parola abusata! - delle donne, di appropriazione del proprio corpo e delle proprie scelte riproduttive.
In parte è stata di dispiacere per il rinnovarsi dei ricordi di tante storie di vita femminili in cui parole come "piacere, intesa, complicitá..." sono termini vuoti se non estranei e la legge non tutela le donne da nessuna forma di violenza.
Penso che la legalizzazione dell'aborto non renda le cose più semplici a nessuna donna, che sia comunque una scelta difficile e che comunque la responsabilitá sia del tutto slegata dai termini di legge.

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12 Comments:

  • At 2:17 PM, Blogger miss piperita said…

    Certo, non credo che sia una decisione che si prende con leggerezza. Sta alla donna decidere...

     
  • At 2:18 AM, Blogger artemisia said…

    Credo non esista dibattito etico altrettanto complesso (e per questo mi interessa).
    Io sono molto combattuta.
    In questa sede posso dire alcune cose: da un alto, proibire per legge quella che è sempre stata una prassi di fatto è sempre problematico. Specialmente quando a monte ci sono fattori socioeconomici che garantiscono un accesso all'aborto sicuro solo alle classi privilegiate. Questo pone in pericolo di vita molte donne (oltre a stigmatizzarle).
    D'altro lato, se essere "desiderati" dovesse essere un criterio per nascere, credo che saremmo in pochi sulla terra. Insomma, eticamente non regge. (Desiderati quanto? desiderati sempre? desiderati perchè? desiderati da chi? ecc)
    La decisione è della donna. Vero. Ma il mio corpo è veramente solo mio quando c'è dentro la vita di un altro?
    Io non lo so, io chiedo.

     
  • At 8:38 AM, Blogger Claudia said…

    @Miss: non vorrei sembrare ultra-femminista che poi va contro i diritti degli uomini. Penso che, se possibile, sia una decisione da prendere in due, ma le donne alle quali penso non vivono proprio nell'armonia della coppia. Anche quando vivono una situazione matrimoniale, spesso i mariti sono emigrati e quindi non si occuperebbero quotidianamente del nuovo figlio.
    Quello che poi mi sono chiesta molte volte, lavorando come antropologa in un ospedale rurale, sembra duro ma è in qualche modo logico: fino a pochissimo fa la mortalitá prenatale,natale, perinatale e infantile era molto alta quindi avere molte gravidanze poi significava avere pochi figli vivi. L'assistenza materno-infantile ha abbassato la mortalitá neonatale. Però non ha alzato i redditi delle famiglie. Quindi la stessa famiglia di contadini o di lavoratori a giornata, come fa oggi a sfamare e vestire 11 figli? allora è subentrata quella che in Messico viene chiamata "Pianificazione familiare" che è solo il controllo delle gravidanze. Ma quindi se la riproduzione non è più un elemento spontaneo ma si è iniziato a programmare il periodo riproduttivo, a scandirlo, a meccanicizzarlo perchè poi ci si oppone tanto all'aborto? se il dottore ti occlude le tube è bravo e buono, ma se la donna decide che non può prendersi la responsabilità del 6 o del 7 figlio è una assassina?

    @Arte: quanto desiderati? non lo so. diciamo allora forse Accettati, voluti, desiderati almeno al concepimento o alla notizia del concepimento.
    il mio corpo forse non sará totalmente mio, ma è mia la responsabilità di far crescere l'altra vita in una maniera dignitosa, rispettosa finchè non possa decidere da sola. quindi forse è doppiamente mio.
    Ma anch'io non ho certezze.

     
  • At 1:18 PM, Blogger miss piperita said…

    Scusa Claudia, ma non conosco l'attuale situazione messicana. Il mio era solo un commento generico anche perché non ho una posizione netta a riguardo. Cioè non mi pongo contro, perché penso a cosa c'è dietro questo gesto e anche perché proibendo l'aborto non si risolverebbe nulla, anzi, si peggiorerebbero solo le cose. Però non mi sento di dirmi favorevole "a cuor leggero", se così posso dire...

     
  • At 5:43 AM, Blogger virruzza said…

    Vivere è un diritto, non un dovere.

    Il diritto, come giustamente scrivi, è quello di nascere voluti, desiderati, accolti.

    Se così non fosse sarebbe solo il dovere di nascere, non il diritto.

     
  • At 12:21 PM, Blogger Claudia said…

    @Miss: scusa, non vorrei averti dato l'impressione di una opposizione alle tue parole. Erano solo riflessioni le mie che non avevo inserito nel post originale per non estenderlo troppo. Nemmeno io ho una posizione netta a riguardo e cerco di valutare i vari fattori che mi è stato possibile conoscere. Ero in linea con le tue riflessioni.
    @Vir: certo, questa distinzione può essere un utile discrimine. anche se Arte poi poneva una serie di valutazioni intermedie tra voluto/non voluto. a me viene in mente la cosmologia greca, Urano/Crono/Zeus. Se fosse stato per queste figure, i figli sarebbero stati solo mangiati o sepolti nella terra. Per partorire le mamme dovevano cercare isole appena emerse o soluzioni improbabili. La figlia più amata di Zeus era Athena, nata dalla sua stessa testa, parte di lui, non dell'unione con Metis. Ed a volte i figli, nella mitologia, nascono dalla violenza. Sembra di poter dire che le dee madri li abbiamo voluti i figli, ma non credo che si sottolinei molto esplicitamente questo aspetto. Però li hanno avuti. Quindi, sono stati voluti?
    Mi sembra che la complessità sia la cifra di questa discussione, il che mi sembra giustissimo e, come spesso, molto interessante.

     
  • At 1:59 PM, Blogger miss piperita said…

    Ok, ok! Non avevo capito bene prima... :-)

     
  • At 1:25 PM, Blogger Luna said…

    io non vorrei fare discorsi etici, o morali. anche perchè credo che ogni situazione sia differente e che su questa cosa non ci sia una maniera corretta per poter generalizzare.
    però, dopo aver letto il tuo post, rifletto sul fatto che noi, qui, diamo ormai per scontate tante cose. l'emancipazione, per noi, è normale, e ovvio. e noi, possiamo scegliere.

     
  • At 5:08 AM, Blogger zefirina said…

    come dice luna la questione è poter scegliere, poi ognuna fa i conti con la propria morale o con la propria religione

     
  • At 5:08 AM, Blogger zefirina said…

    la qeustione è lasciare la libertà di scelta (puntualizzo)

     
  • At 11:15 PM, Blogger artemisia said…

    Sono d'accordo con Zefirina: le scelte etiche sono personali.Ognuno deve renderne conto a se stesso.
    Il problema di questo tipo di discussioni è che però, secondo me, non possono finire lì. Anzi, da lì cominciano. Perchè relativizzare e personalizzare le scelte etiche del singolo può anche andare bene, ma la legge deve rispecchiare le posizioni morali di un'intera società. Questo scarto non è semplice.

    La riflessione etica non è qualcosa di imposto dall'alto, da una religione o da una legislazione. E' una nostra dimensione, dalla quale come esseri pensanti non possiamo prescindere. E io sostengo che la nostra dimensione etica non è semplicemente individuale, ma collettiva.

     
  • At 9:52 AM, Blogger Claudia said…

    Non sono sulle posizioni generali, ma durante il Convegno di Americanistica parlavo di questa legge con un collega messicano che mi diceva che la legge, così come è stata applicata, gli sembra particolarmente contradditoria. In particolare mi ha detto di aver visto la dislocazione degli ospedali nei quali si può praticare l'aborto a Città del Messico e sono tutti nelle periferie, ovvero nelle zone di alta marginalizzazione, di immigrati anche messicani che lavorano a giornata, di donne che si devono prostituire... quindi è la dichiarazione mascherata della sconfitta di tutte le campagne di pianificazione familiare ed, io aggiungerei, è un mascheramento di genocidio: se sei ricco puoi fare figli, altrimenti non li mettere al mondo!
    sono molto dura, ma mi sembra una enorme porcata legale quella che è stata fatta!

     

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