Yucatan

io sono consapevole di essere stata generata da Questa Terra con semplicità con volontà

12 November 2008

La verità, vi prego su...

Molto spesso mi chiedo quale sia il livello di sincerità e di spontaneità possibile in un blog.
Anzi, nel mio blog.
Ovvero quanto mi condiziona conoscere i vari commentatori e lettori silenti.
molto.
troppo?
a volte mi dico di si e penso di salutare.
Poi mi dico che è come trovarsi in un salotto, dove uno seleziona le cose da dire in base alle persone presenti.
Non si vive sempre al Guado nè dalla Gioiosa all'aurora.
e quindi comunque è bello potersi confrontare su argomenti scelti.
Poi penso di aprire un'altro blog sotto mentite spoglie, ma la capacità investigativa nella rete è molto superiore alle mie capacità di camuffarmi.
vorrei avere una maggiore finezza poetica per dire senza dispiacere.

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26 Comments:

  • At 4:50 AM, Blogger Antonio said…

    Perchè la foto dell'interno di una chiesa???
    P.S.: Per dirla col blog di Cinzia, scrivi come parli, e parla come pensi!!!!
    Baci baciosi...

     
  • At 4:06 AM, Blogger artemisia said…

    La foto è bellissima, e molto in tema.

    Che è interessante.
    Io credo che sul blog si sia sinceri o meno esattamente come nella vita. Io cerco per quanto possibile di esserlo ovunque. I lettori condizionano, come condizionano le persone che ci circondano fisicamente.
    A volte, per corsa di cose, le parole possono ferire. Ma, sia nella vita che sul blog, è un rischio inevitabile, e non ci se ne può salvare.
    Non credo all'anonimato, in niente.

     
  • At 3:36 PM, Blogger lophelia said…

    questo è un tema interessantissimo e infinito. Anch'io ci penso molto specie ultimamente, e anch'io ho le stesse tentazioni di Claudia, che non metto in pratica non per paura delle capacità investigative ma perché dividermi in più blog mi darebbe un senso di dissociazione.

    La spontaneità è inevitabilmente proporzionale al grado di intimità che abbiamo con chi ci legge. Più alta è l'intimità, maggiore è il peso che assumono le parole e la necessità di misurarle: fino a servirsi della bilancia da orefice.

     
  • At 3:38 PM, Blogger lophelia said…

    (mi rendo conto che ho solo parafrasato il post senza dire nulla - un modo per dire che sono d'accordo e non ho risposte...)

     
  • At 6:38 AM, Blogger Claudia said…

    che piacere leggere le vostre riflessioni a proposito: mi aiuta molto!
    @Anto: la foto è l'interno di una chiesa, ma da una prospettiva alla quale non siamo abituati. é fatta dal "balcone" sul quale sale quasi solo l'organista per creare una musica che, a chi è sotto, sembra scendere dal cielo.
    Mi sembrava potesse rappresentare il meta-post in questione.
    Ma come parlo? ma come penso???

    @Arte: è vero, l'anonimato è un inutile compromesso. Il rischio però mi sembra un po' alto quando sei in uno spazio così... rarefatto e dove il feedback può essere molto difficile da interpretare.

    @Lo: non credo che tu abbia solo parafrasato. Per me è molto importante questa affinità di sentire ed anche la tua legge proporzionale!

     
  • At 1:26 AM, Blogger lophelia said…

    Se si ha bisogno di una valvola di sfogo e il blog è condiviso con gli affetti più intimi si è in trappola. Allora l'anonimato sarebbe utile, anzi l'unica possibilità.

     
  • At 12:22 PM, Blogger Claudia said…

    Arte, questo ti chiama direttamente in causa: che ne dici?

     
  • At 12:57 PM, Blogger artemisia said…

    Non ci avevo pensato, e ci ho riflettuto. La mia conclusione è che sì, se si ha bisogno di una valvola di sfogo va bene anche l'anonimato, ma l'idea mi è in qualche modo estranea.
    Come quelli che scrivono le lettere al giornale e si firmano "pensionato". Non so, non mi pare di averne bisogno.
    Io ho scelto una forma di blog ibrida dove uso un nick ma in realtà poi tutti sanno come mi chiamo, dove lavoro e come sono fatta. È come una porta a vetri, si può bussare, per gentilezza, ma poi è facile entrare. Non ho quasi mai avuto ospiti indesiderati, e quei pochi l'hanno capito da soli.

    Ma scusate, non vi sembra più facile ferire le persone nella vita non virtuale?

     
  • At 3:41 AM, Blogger Claudia said…

    Si, questo assolutamente si e la virtualità del blog sembrava avere i pregi di una innocenza primordiale. Comunque mi avete convinto.... timorosamente....

     
  • At 4:35 AM, Blogger artemisia said…

    Sembrava! Sembrava anche a me...

    L'età dell'innocenza è finita (se mai c'è stata)

     
  • At 2:05 PM, Blogger lophelia said…

    arte: però secondo me non condividere il blog con chi ci sta vicino o con qualcuno con cui abbiamo una relazione non è molto diverso dall'anonimato.

     
  • At 2:45 AM, Blogger Claudia said…

    Lo: ti riferisci a qualcosa nello specifico?
    in effetti, ora che ci ripenso, mi tornano in mente le vostre parole sulla condivisione del vostro spazio virtuale con chi vi è molto vicino. Come leggiamo questa scelta all'interno di questa discussione?
    non lo dico con tono inquisitorio, solo per capire.

     
  • At 3:26 AM, Blogger lophelia said…

    This comment has been removed by the author.

     
  • At 3:57 AM, Blogger lophelia said…

    penso ai differenti periodi che ha attraversato il mio blog da questo punto di vista. Adesso lo condivido con chi ho di più intimo, e questa è una rinuncia (sofferta) alla più consistente parte di anonimato.

     
  • At 1:17 PM, Blogger artemisia said…

    Tutti quelli che mi sono fisicamente vicini sanno che ho un blog.
    Ai più non gliene frega assolutamente nulla.
    L'anonimato o meno è un falso problema.

     
  • At 6:02 AM, Blogger lophelia said…

    Scrivere di qualcuno che non ci legge è una forma di anonimato, che quasi tutti in qualche momento abbiamo praticato.

     
  • At 4:02 AM, Blogger Claudia said…

    @Lo: mi fa piacere sapere di questa condivisione. Anche se sofferta mi sembra un segno molto importante e sono contenta per te.

    @Arte: sai che a volte io mi stupisco perchè persone che mi conoscono e sanno del blog non lo leggono? non per edonismo ma perchè sono così curiosa che io non riuscirei ad astenermi dai blog altrui, se li avessero o quando li hanno.

    In parte però in questi riferimenti dimentichiamo la potenzialità del blog, il suo essere vetrina anche se in una strada poco trafficata o a traffico controllato.

     
  • At 4:27 AM, Blogger artemisia said…

    È vero, però questo vale per tutto quello che uno scrive, dice o fa: non si può costringere nessuno a leggerti o ascoltarti o a condividere, sia che sappia il tuo nome o meno. E si può, anche con persone che ci sono molto vicine, nascondere gran parte di se stessi.
    Per questo dicevo che l'anonimato è un falso problema.

     
  • At 10:32 AM, Blogger Claudia said…

    In parte sono sempre più d'accordo con te. In parte mi rendo conto che il problema si avvolge in una serie di complessità e rimandi successivi. Però mi piace tanto poterne parlare in questo spazio pubblico/riservato.
    mi ricorda tanto i camerini di quel negozio del corso di perugia, che erano accessibili a tutti, ma in quel momento erano solo per noi quattro pulloverare-sciarpettare-cappellare, per le nostre risate e sfilate e gli scherzi... da dive!

     
  • At 9:21 AM, Blogger lophelia said…

    ci ripensavo proprio ieri a quei camerini:-)
    Arte: in quel senso è un falso problema, o meglio il riflesso di un problema più generale. Per me il nascondere agli altri parti di sé è sempre indice di un problema, almeno io lo vivo così, sarò eccessiva. Scusa Claudia se ho deviato il tuo discorso con questa fissazione sull'anonimato...

     
  • At 6:54 AM, Blogger Claudia said…

    Lo, non devo scusarti. L'argomento si è spostato dove pulsava il cuore caldo del problema. Quanti anonimati possono convivere nelle nostre relazioni?

     
  • At 10:45 AM, Blogger artemisia said…

    Ecco, forse questo è veramente il nocciolo della questione.
    Che secondo me invece non nascondere, ma tenersi per sè alcune cose non solo non va a scapito di una relazione, ma anzi la rafforza.
    Secondo me è ossessivo voler conoscere tutto dell'altro (comprensibile, ma non sano).

    Come quelle commesse che ti seguono nel camerino!!!

     
  • At 4:50 AM, Blogger lophelia said…

    claudia: l'argomento è di quelli inesauribili, mi sa...sarebbe bene parlarne a voce!

    arte: detto così in senso generale va bene, siamo d'accordo che non può e non si deve sapere tutto dell'altro. Mi riferivo a "non detti" più specifici, che in qualche modo riguardano anche l'altro. Sono due piani molto diversi.

     
  • At 6:40 AM, Blogger Claudia said…

    Please, non ribaltiamo la questione! finchè si tratta di capire che cosa non dire di se stessi è un discorso, ma che cosa sarebbe giusto non sapere dell'altro è completamente altra cosa. Una gelosa come me non può nemmeno ipotizzare di legittimare un silenzio, uno qualunque!

     
  • At 7:26 PM, Anonymous Anonymous said…

    imparato molto

     
  • At 7:28 PM, Anonymous Anonymous said…

    La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

     

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