Yucatan

io sono consapevole di essere stata generata da Questa Terra con semplicità con volontà

27 January 2011

Sognare senza caffeina

I miei sogni sono sempre stati una parte importante del mio confronto con la creatività ed hanno spessissimo avuto una vera versione cinematografica, perchè durante l'evoluzione del sogno avevo modo di cogliere tutti gli aspetti, fin anche la qualità dell'aria o la polvere su un passamano.
Spesso li ho raccontati, analizzati, ricordati e li aspettavo come uno specchio delle mie sensazioni profonde.
Poi ho tolto il caffè dopo le 7 di sera e, ultimamente, ho ridotto i miei caffè a massimo due al giorno.
I sogni sono spariti. Non ne ricordavo più nessuno né avevo sensazioni rispetto all'averne fatti. Buio totale da quando mi addormentavo a quando mi risvegliavo, che poteva succedere anche molte volte nel corso della notte, ma sempre all'improvviso.
Negli ultimissimi giorni invece questi compagni di viaggio sono tornati.
All'inizio pochi fotogrammi e sempre legati a situazioni di ansia, agitazione, precarietà.
Poi, finalmente, un sogno piacevole. Non così elaborato come in precedenza, diciamo "sotto caffeina" o in età adolescenziale, però almeno piacevole.
Ero in mare aperto, ma avevo la sensazione di avere alle spalle una serranda di una zona industriale. Ero su un mega galleggiante, di quelli che ti ci siedi dentro e lasci mani e piedi ciondolare nell'acqua.
Tutto sembrava calmo e tranquillo. Solo una porta, come di un garage, tornava ogni tanto a sbattermi leggermente contro il piede o contro il galleggiante.
Incuriosita da questa ripetitività, apro gli occhi e vedo, a poca distanza da me, il faccione di un ippopotamo, che era per metà nell'acqua.
Razionalmente so che gli ippopotami non vanno in mare aperto, però nel sogno c'era e mi guardava. Proprio come l'ippopotamo dei documentari, con le frogette tonde, lo orecchiette piccole e le forme arrotondate. E se sei in mare da sola, il faccione di un ippopotamo è grande!
però, guardandolo bene in viso, ho capito che mi rimandava la porta di ferro perchè voleva giocare.

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5 Comments:

  • At 11:31 AM, Anonymous arte said…

    Era Pippo!!! L'ppopotamo Pippo, quello dei pannolini! ne sono certa.

     
  • At 10:50 AM, Blogger Claudia said…

    Pippo pippo la la la! ma lo sai che l'ho regalato a giorgia per il suo primo compleanno? l'ho trovato su E bay, quello originale. Forse l'hai visto nella sua stanza!
    comunque era il mio animale totemico, simpatico come Pippo!

     
  • At 3:45 AM, Anonymous Anonymous said…

    o forse era micio che ti svegliava nella realtà e senza lenti ti sembrava più grande????? o forse il tuo galleggiante era a forma di ippopotamo e gli ricordava la sua compagna???? quante cose potrebbero capirsi se solo tornassi a dormire....invece di stare sempre fuori casa!!!!!!!!! ro

     
  • At 7:38 AM, Blogger Claudia said…

    Ro: ok! torno a dormire presto, però le tue ipotesi mi sembrano improbabili!

     
  • At 10:07 AM, Anonymous Anonymous said…

    Ciaooo!Che gioia il tuo blog!Il mio sogno è sempre stato quello di studiare Antropologia culturale...avevo deciso anche la sede,ossia Perugia...ma non sono riuscita...chissà se riuscirò almeno a specializzarmi in questa materia...seguirò il tuo blog,baci!

     

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