Yucatan

io sono consapevole di essere stata generata da Questa Terra con semplicità con volontà

13 September 2006

Le mie montagne

Venerdì mi sono staccata dalla terra partenopea ed ho riportato la mia "Visione celestiale" (una Ritmo ultraventennale) a Perugia.
Tangenziale, autostrada, Orte, E45 e, all'improvviso, penso: eccomi, tra le mie montagne.
Mie?
sono rimasta stupita di me stessa e dei molti noi che un Io può contenere.
Io napoletana, io perugina, io emigrante, io messicana, io figlia, io imprenditrice, io sorella, io zia.
e se i voi poi iniziano a cozzare? a essere respingenti fra di loro?
montagne significa assenza di mare, Perugia significa lontananza dalla mia famiglia, Napoli significa lontananza dalla vita che cerco di costruirmi.
Forse gli Io sono sabbie mobili che dobbiamo gestire momento per momento.

10 Comments:

  • At 2:47 AM, Blogger Luna said…

    mi è dispiaciuto così tanto non aver avuto modo di venire a napoli per incontrarci...
    ci penso anche io a quanto a volte tutti i ruoli che abbiamo cozzino tra loro...
    mi sono sentita spesso anche io "senza casa", senza sapere quale fosse davvero la mia terra. poi ho capito. lo sono tutte.
    un bacio.

     
  • At 6:24 AM, Blogger Antonio said…

    bisognerebbe essere una specie di chiocciola, ed avere la propria casa dentro se stessi...
    diceva una canzone di Gatto Panceri: "io sto bene dove sto, e sto male ovunque un pò, ma tu tienimi qui..."

     
  • At 6:28 AM, Blogger Antonio said…

    P.S.: comunque avere dentro di sè qualcosa che cozza sempre e dovunque col mondo in cui ti è capitato di nascere e crescere fa nascere presto la sensazione (la certezza) di non potere avere una casa (in senso lato) se non dentro te stesso. tutto il resto deve diventare una depandance della tua casa interiore. altrimenti ti sentirai sempre un ospite.

     
  • At 6:51 AM, Blogger PiB said…

    Claudia.....la chiocciola senza casa....

     
  • At 1:52 PM, Blogger Claudia said…

    @Luna: sarà per la prossima occasione. Io intanto sono a Napoli fino a venerdì, ma comunque poi torno.
    @Anto e Pib: l'idea che la casa è dentro di noi maturò in me all'epoca della separazione dei miei genitori. Più che la loro "bilocalizzazione" mi sconquassavano i litigi e i silenzi (ma in questo caso erano muri) che si ergevano fra loro e i figli e il dolore che ricadeva su tutti, anche sui nipoti di allora, che avevano un legame speciale con i nonni.
    Capì anche che la famiglia è quella che si porta nel cuore, non quella che si riunisce la domenica attorno ad un tavolo.

     
  • At 11:31 PM, Blogger artemisia said…

    Su questo potrei scrivere volumi....ma vi risparmio...

    "C'è un pensiero che non mi abbandona: sanno tutti fare con naturalezza ciò di cui io mi sento assolutamente incapace: mettere radici".

    (Sempre da "Che tu sia per me il coltello", libraccio che non riesco a togliermi di mano...)

     
  • At 1:59 AM, Blogger Antonio said…

    "Quando la parola si farà corpo e il corpo aprirà la bocca e pronuncerà la parola che l'ha creato, abbraccerò questo corpo e lo adagerò al mio fianco"... Ma come ho fatto a non accorgermi di questa citazione del libro quando qualcuno di voi (sono quasi sicuro che era Pib) l'ha riportata sul blog???!!!... Credo di sapere quale sarà la mia prossima lettura laica...
    P.S.: @Arte: quella cosa su cui tu scriveresti interi volumi, per un certo periodo (abbastanza lungo) mi ha fatto paura... Mi sembrava una violenza alla mia famiglia naturale... una specie di bestemmia, il solito stupido pudore... Poi le cose cambiano, gli orizzonti un pò si allargano, ci si guarda meglio dentro e si capisce che il pudore uno ce l'ha negli occhi, e allora spesso lo vede fuori, come una patina che ricopre ogni cosa.

     
  • At 2:01 AM, Blogger Antonio said…

    FERMI TUTTI!!!! Ho sbagliato citazione, o meglio ho sbagliato il "citato"!!! Quella frase non è contenuta in "Che tu sia per me il coltello" ma in "Quinta lezione d'ebraico" di Hezi Leskli... che comunque era citato in un commento al primo...
    Scusate, ho fatto pasticcio. Ma la forza della frase rimane...

     
  • At 3:09 PM, Blogger Claudia said…

    @Anto: rifletterò su questo spunto del pudore, che per ora non mi è del tutto chiaro.
    @Arte: che cosa sanno fare tutti? abbiamo appena iniziato a grattare la crosticina e il "tutti" si è screpolato.

     
  • At 3:10 PM, Blogger Claudia said…

    A proposito Pib: ho visto ora la foto della conchiglia trasparente. una spirale non ha inizio e non ha fine, quindi non ha radici, ha il mondo virtuale dentro di se.

     

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