Yucatan

io sono consapevole di essere stata generata da Questa Terra con semplicità con volontà

08 December 2005

ho visto la rubrica su Leonardo e ti ho spedito la copia ma nn c sono le foto ne il collegamento x la mostra di torino. forse ti interessa...ma si puo' usare il blog x questo scopo???

GLI INUIT IERI E OGGI
servizio di Stefano Tallia
Dici "esquimesi" e pensi a popoli persi tra i ghiacci, avvolti nelle pelli di foca e intenti nella caccia all'orso.Quella che si scopre arrivando a Katzbue, punta estrema dell'Alaska, è invece una civiltà sorprendente. Qui, come nei villaggi circostanti, si arriva solo in aereo e ci si muove sulle motoslitte. Ad accorciare i tempi di spostamento provvede la tecnologia.I ragazzi dalla biblioteca sono collegati con le migliori università del paese e seguono le lezioni in teleconferenza.Ma da queste parti è una realtà anche la telemedicina, sussidio fondamentale nei mesi in cui la temperatura scende 15 gradi sotto lo zero.Rigori invernali che non spaventano gli anziani che ancora oggi pescano sulla banchisa.L'unica, forse l'ultima, traccia della tradizione di un popolo che fino a non molti anni fa era nomade.Gli ultimi hanno scelto la vita stanziale nel 1968, e da allora è iniziato un cammino per molti versi stupefacente.
intervista Gabriella Massa, archeologa (perche' nn antropologa?????) inuitologa Quali siano storia e tradizioni di un popolo costituito da un crogiolo di etnie, ce lo racconta una mostra in questi giorni a Torino che raccoglie i reperti rinvenuti nelle numerose spedizioni artiche. Troviamo gli oggetti di caccia con i quali venivano uccisi orsi e foche, gli oggetti della vita quotidiana come i giocattoli per i bambini, pettini e cinture.Ma anche la ricostruzione di un igloo.Per costruirlo sulla banchina di ghiaccio gli esquimesi non impiegavano più di 2 ore, e spesso le costruzioni erano collegate tra di loro. Solidarietà e condivisione erano molto sviluppate in una società nella quale sopravvivenza faceva rima con pericolo. Sono altre le case nelle quali una cooperativa di ragazzi produce questa carta riciclata. Un lavoro celebrato dalle opere di numerosi artisti che per la mostra torinese hanno realizzato un catalogo di opere originali. Anche questo un modo per non rompere il sottile equilibrio tra passato e presente.

1 Comments:

  • At 1:15 AM, Blogger Claudia said…

    Dai, facciamo che il post serve a rendere pubbliche anche queste notizie!
    grazie, cmq, non lo sapevo.

     

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